AVERE PROBLEMI CON LE GAMBE
DURANTE LA GRAVIDANZA: CHE SIGNIFICA?

Disturbi come
stanchezza, sensazione di pesantezza e tensione nelle gambe, formicolii
notturni, impressione di "scosse elettriche" all'inguine o alla caviglia,
piedi gonfi e vene varicose che compaiono rapidamente o che ulteriormente
s’ingrossano fanno parte dei piccoli problemi quotidiani di una futura mamma.
Molte donne
presentano una familiarità per le malattie venose: è noto infatti che il
riscontro di una malattia venosa nei genitori o nei parenti più stretti
costituisce un "terreno fertile" sul quale possono svilupparsi una o
più patologie a carico delle vene. Il manifestarsi di tale malattia non è
obbligatorio, ma è tuttavia molto frequente e richiede la combinazione di uno o
più fattori scatenanti: la gravidanza, per i motivi che illustrerò in seguito,
è il più importante di questi.
QUALI SONO I FATTORI DI RISCHIO PER LO SVILUPPO DI UNA
MALATTIA VENOSA?
Visto che siamo
sull'argomento, vale ora la pena ricordare gli altri maggiori co-fattori che
rendono possibile l'insorgere di una malattia venosa in gravidanza nelle
pazienti predisposte:
·
l'uso di calzature non idonee (tacco
troppo basso o inesistente, punta troppo stretta) perché appiattendo la pianta
del piede non favoriscono il ritorno del sangue al cuore e causano il suo
ristagno in periferia; questo sangue residuo "gonfia" le vene e porta
alla loro dilatazione permanente (varice).
·
l'abitudine di usare acqua troppo
calda per il bagno, a causa della vasodilatazione massiva che essa provoca;
·
la ceretta depilatoria eseguita a
caldo, che risulta essere lesiva per lo shock termico che provoca sui capillari
e le piccole vene (calore elevato senza possibilità di raffreddamento immediato
della pelle);
·
l'esposizione
"sconsiderata" ai raggi del sole, soprattutto per periodi troppo
lunghi e nelle ore troppo calde ("lucertola al sole"): oltre al
danno, ovvio, causato dal calore, i raggi solari provocano anche un
impoverimento del tessuto sottocutaneo che viene sostituito, soprattutto nelle
vicinanze delle vene superficiali, da tessuto fibroso, molto meno elastico.
Questa rigidità tissutale può provocare una maggiore sporgenza della vena verso
la superficie oppure un minor effetto ammortizzante dei confronti di traumi
accidentali. Tutte queste considerazioni sono valide anche per le tecniche di
abbronzatura artificiale.
E CHI INVECE HA GIA' UNA MALATTIA VENOSA O LE VARICI?
Una percentuale
di donne, invece, erano già affette da una patologia venosa prima della gravidanza:
in questi casi le modificazioni anatomiche e funzionali che accompagnano la
circolazione venosa soprattutto durante gli ultimi mesi di gravidanza possono
causare un'accelerazione dei processi varicosi che diventano più gravi e
visibili. Molte di loro presentano già varici alle gambe. In questi casi
rientrano anche le donne che hanno subito lesioni alle valvole delle vene
femorali (le vene profonde delle gambe) o delle vene safene (le grosse vene
della faccia interna delle gambe) durante la/le gravidanze precedenti.
Occorre qui
ricordare subito che questi disturbi non sono solo antiestetici ma comportano
anche il rischio d’infiammazione (tecnicamente definita "flebite")
per le vene dilatate in modo abnorme.
Tale rischio
aumenta statisticamente (e logicamente) dopo la prima gravidanza: le vene
varicose peggiorate durante una gravidanza presentano una parete molto più
fragile che, anche a causa della loro superficialità, va incontro facilmente a
fenomeni di infiammazione dovuti a traumi (anche quelli domestici di modesta
entità) oppure a stiramenti e trazioni asimmetrici, a causa della tortuosità
della vena, con pericolo di occlusione del flusso venoso e seguente
infiammazione (flebite e/o varicoflebite) oppure occlusione di un tratto venoso
(tromboflebite).
Alla luce dei
fatti che ho esposto, appare evidente che è bene prevenire tali problemi o,
qualora esistano già, prendere efficaci contromisure per ridurre l'estensione e
l'intensità di tali disturbi in modo da affrontare la gravidanza con le migliori
condizioni circolatorie possibili.
Tutti gli
argomenti fin qui esposti indicano chiaramente che sussistono validi motivi per
agire contro i problemi causati dalle vene varicose; li possiamo riassumere
brevemente in queste righe:
a.) innanzitutto
le varici sono antiestetiche e deturpano a vario grado le gambe, modificando
anche il piacere di indossare alcuni capi di abbigliamento perché "troppo
esponenti" le parti colpite dalle varicosità.
b.) le varici
disturbano di fatto il benessere fisico durante la gravidanza, che rimane, pur
nella sua fisiologicità, sempre uno status nel quale la donna tende ad essere
insofferente anche verso situazioni di minima portata.
c.) le varici
comportano rischi di flebiti e trombosi, soprattutto alla fine della
gravidanza, con relativi problemi di gestione familiare e di allattamento al
seno.
d.) le varici
sono un pesante onere per il sistema circolatorio della madre e del bambino;
esse costituiscono delle vie di fuga attraverso le quali il sangue, che
dovrebbe ritornare al cuore lungo la via più breve e rettilinea, viene deviato
e rallentato, con conseguente esposizione della parete vasale e dei tessuti
alle sostanze tossiche per un periodo più prolungato (ricordo qui che il sangue
venoso è povero di ossigeno e contiene molte scorie del metabolismo cellulare:
il polmone ed il rene sono le strutture dell'organismo che provvederanno alla
sua ossigenazione ed alla sua pulitura).
PERCHE' LA GRAVIDANZA ACCENTUA O PUO' FAVORIRE LE
MALATTIE VENOSE?
Vediamo ora sinteticamente
e molto praticamente quali sono le modificazioni che la gravidanza apporta alla
circolazione della donna, sia in senso quantitativo che in senso qualitativo e
perché tali modifiche possono rendere manifesta una malattia venosa rimasta,
fino allora, latente.
Lo status di
gravidanza provoca fisiologicamente:
1. l'aumento del
volume del sangue
Già all’inizio
della gravidanza il volume del sangue aumenta, complessivamente, del 20%. Per
tale motivo, quando si sta in piedi, aumenta anche la stasi nelle gambe. Le
donne che presentano un ritorno venoso insufficiente per uno o più motivi
esposti in precedenza subiscono un danno venoso già dai primi mesi di
gravidanza.
2. la diminuzione
del tono vascolare provocato dagli ormoni della gravidanza (dilatazione dei
vasi in seguito alla diminuzione della tensione della parete vascolare)
Gli ormoni che il
corpo della donna secerne a protezione della gravidanza esplicano numerosi
funzioni tra cui quello di mantenere rilassata la muscolatura uterina prima del
parto e, con meccanismo analogo, mantengono rilassata anche la muscolatura dei
vasi sanguigni. La capacità venosa aumenta considerevolmente (ossia le vene,
soprattutto quelle profonde, si gonfiano enormemente) e nelle vene
eccessivamente piene la velocità del sangue diminuisce. Ciò costituisce
un’ulteriore causa dei problemi tipici della gravidanza perché genera
pesantezza, tensione della gamba, sensazione di "scossa elettrica",
formicolii e piedi gonfi. Inoltre può costituire la base per lo scatenamento di
una trombosi venosa profonda alla fine della gravidanza.
3. l'aumento
della pressione nelle gambe sia in posizione eretta che supina, provocato dalla
compressione esercitata sulle vene del bacino dal bambino che sta già crescendo
Questo aumento è
presente all’inizio soprattutto quando si resta in posizione eretta, ma nella
seconda metà della gravidanza anche quando si resta sdraiate, a causa del peso
del bambino e dell’utero sulle strutture venose del bacino. Questo
rallentamento del ritorno venoso dalla periferia al cuore aggrava ulteriormente
il gonfiore delle vene, superficiali e profonde.
4. l'aumento
della coagulabilità del sangue
La normale
composizione del sangue è modificata, con lo scopo di proteggere il feto
durante la gravidanza. In condizioni di ritorno venoso molto rallentato
tuttavia tale modificazione può indurre una trombosi delle vene superficiali
oppure delle vene profonde, a poca distanza dal parto.
COSA SI PUO' FARE ALLORA PER EVITARE DI AVERE PROBLEMI
ALLE VENE DURANTE LA GRAVIDANZA?
Esistono dei
validi rimedi a tutto ciò; i consigli che seguono indicano alcune regole di
stile di vita che sono indispensabili durante la gravidanza per evitare o
ridurre di molto i problemi causati da vene varicose oppure da malattie venose
più sfumate:
·
innanzitutto è bene evitare il più
possibile di stare in piedi a lungo: la posizione eretta, per la forza di
gravità, scarica sulle vene delle gambe tutta la massa sanguigna e se queste
sono incontinenti o varicose, le dilata enormemente.
·
non sedersi su sedie o poltrone
troppo basse; l'eccessiva angolatura dell'articolazione del ginocchio provoca
lo "strozzamento" delle vene superficiali. Qualora le vene
superficiali fossero anche varicose, ci si espone al rischio di una flebite o
varicoflebite.
·
sempre con lo scopo di evitare un
eccessivo rallentamento del ritorno venoso al cuore, è bene evitare le sedie
con bordi duri che possano comprimere, solo con il peso del corpo, le vene
superficiali.
·
sforzarsi di camminare molto, se
possibile nuotare: questi tipi di attività ginnica sono dei toccasana per il
circolo venoso e mantengono il tono muscolare in efficienza, con relativo
guadagno del ritorno venoso.
·
quando si sta sedute a lungo sul
posto di lavoro, alzarsi in piedi per qualche momento e portare calze
elastiche.
·
bisogna evitare i bagni troppo caldi
e le situazioni ambientali dove la temperatura sia troppo elevata.
·
è evidente che chi è portatrice di
una malattia venosa, soprattutto varicosa, debba evitare di stare troppo a
lungo con le gambe al sole; frequentare la spiaggia nelle prime ore del mattino
e nelle ore serali, camminare sul bagnasciuga, usare creme solari con fattore
elevato e stare seduta sotto l'ombrellone con le gambe protette da un
asciugamano umido sono piccole regole che devono essere adottate dalle donne in
gravidanza che soggiornano in luoghi di villeggiatura marittimi.
·
nei giorni caldi, afosi o dopo una
giornata faticosa, raffreddare attivamente le gambe con docce d’acqua tiepida
dai piedi al ginocchio.
·
se le gambe sono molto pesanti,
specie alla fine della giornata, dormire con i piedi leggermente sollevati
(inserire un cuscino SOTTO il materasso).
·
mettere COSTANTEMENTE le calze
elastiche. A questo proposito vale la pena aprire una parentesi sull'argomento
e ricordare che l'acquisto di una calza elastica è spesso effettuato in maniera
impropria: attirati dalla pubblicità di calze elastiche
"confortevoli" oppure "riposanti", molte donne acquistano
prodotti incapaci di ovviare ai sintomi lamentati o, più spesso, insufficienti
a curare in modo appropriato la malattia venosa di base (presenza di vene
varicose più o meno estese, gambe gonfie alla sera, prurito alle caviglie). La
calza elastica è, a tutti gli effetti, un dispositivo medico, cioè curativo; la
pressione che il prodotto deve esercitare a livello della caviglia deve essere
pertanto correlata al grado di prevenzione che si vuole ottenere oppure alla
patologia di cui la donna soffre. Le calze elastiche terapeutiche sono
classificate in base ad una scala, ideata in Germania e identificata dalla certificazione
GZ-RAL 387, suddivisa in quattro classi, da 1 a 4 (K1, K2, K3 e K4). E’
fondamentale che la calza terapeutica disponga della certificazione di questa
normativa. Esistono anche calze di supporto, NON terapeutiche,
comunemente dette "riposanti" che hanno una compressione alla
caviglia uguale o inferiore a 18 mmHg.
COME FACCIO A SCOPRIRE SE LE MIE VENE "STANNO
BENE"?
Un ultimo accenno
alla diagnostica strumentale e alla diagnosi clinica delle malattie venose. La
visita angiologia, l'esecuzione di metodiche strumentali non invasive come il
Doppler C.W. , l'eco-Doppler o l’eco-color-Doppler sono in grado di
visualizzare perfettamente il quadro emodinamico di una paziente. Devo
rimarcare che questi accertamenti andrebbero eseguiti prima della gravidanza,
in modo di conoscere a priori se esiste un "terreno" predisponente
alle malattie venose o se le vene varicose di cui una donna è portatrice
necessitino qualche trattamento prima di affrontare una gravidanza. Usate la
stessa attenzione, nei confronti delle malattie delle vene, che siete solite
rivolgere allo screening di malattie infettive come la Toxoplasmosi o il
Citomegalovirus.
ESISTONO FARMACI PER LA CURA DELLE VENE VARICOSE?
La cura delle varici
è essenzialmente chirurgica o scleroterapica (vedi sotto).
Poiché molti
composti con proprietà venotoniche sono disponibili nelle Farmacie come
"integratori dietetici" acquistabili senza ricetta medica, essi hanno
avuto enorme diffusione in questi anni: inevitabilmente però l'assunzione di
queste sostanze, non seguita da una terapia medica per correggere il difetto o
la causa del gonfiore/pesantezza/presenza di capillari o varici alle gambe, ha
fatto sì che la loro efficacia si sia limitata a pochi casi, spesso anche di
breve durata, nei quali semplicemente l'adozione di opportune norme
igienico-comportamentali da parte del paziente con malattia venosa avrebbe
sortito il medesimo effetto.
Ma soprattutto
nessuna molecola, naturale o di sintesi, è in grado di controbilanciarele
imponenti modificazioni venose che avvengono nella donna in gravidanza: questo
compito è affidato unicamente alla calza elastica..
E SE VOGLIO ELIMINARE LE VARICI?
Le vene varicose
possono essere eliminate per via chirurgica; oggi è disponibile anche la
flebectomia ambulatoriale in anestesia locale.
Un'altra strada è
rappresentata dalle iniezioni di sostanze sclerosanti, che
"cancellano" la vena mediante una reazione di flebite chimica,
completamente atossica.
In tutti questi
casi la paziente è in grado di riprendere le normali attività quotidiane in
poche ore o, nel caso di un intervento chirurgico per l'eliminazione di tutta
la vena safena, in pochi giorni.
Bisogna
ricordare, però, che tutte queste manovre sono eseguibili solo al di fuori
della gravidanza.
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